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Dalla vittoria in Umbria la ricetta nazionale della governatrice Proietti: «La Costituzione è la bussola per il Campo Largo»

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Al Meeting di Rimini: «Fede e politica? La posizione dei cattolici è scomoda, ma necessaria»

Nino Luca, inviato a Rimini / CorriereTv

Al Meeting di Rimini, la governatrice dell’Umbria Stefania Proietti interviene sul ruolo dei cattolici in politica e sul futuro delle alleanze nel centrosinistra.
Si può fare politica essendo cattolici? La Chiesa deve interessarsi di politica?
«La politica è la massima forma di carità, disse un caro nostro pontefice del passato [Paolo VI]. Un cattolico non può non fare politica, non sempre nella veste istituzionale magari, ma un cattolico non può non occuparsi della sua comunità. E questo è quello che spinge chi è cattolico ad essere in politica, anche se spesso, come ci insegna il Vangelo, la posizione dei cattolici è molto scomoda: cerca di dialogare, di mediare, di non mettersi agli estremi. Nei tempi che ci è dato di vivere sicuramente non è semplice, ma è necessario».
Lei è credente?
«Sì, lo sono, e per me devo dire che la fede è anche qualcosa che mi porta avanti nella generosa pazienza quotidiana, chiamiamola così, del voler fare politica per fare, non per farsi vedere. Questo è quello che io provo a fare ogni giorno».
Lei ha vinto in Umbria, un esempio

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