di Daniele Manca
Il nuovo amministratore delegato e direttore generale di Fs: «Oggi la scommessa è fare sì che chi usa i nostri servizi inizi a vedere i benefici di tutti quei lavori che si sono visti per i quasi 25 mila chilometri di tratte in esercizio»
«Quattro milioni di dati al secondo da processare, 1.300 cantieri con una media di 110 mila persone impegnate tutti i giorni tra interni ed esterni, 10 mila treni diversi al giorno tra Alta velocità, lunga percorrenza, regionali e merci con 2 milioni di passeggeri da far viaggiare ogni giorno e soprattutto in sicurezza…». È un’impresa fermare Gianpiero Strisciuglio mentre elenca numeri, racconta la storia di un Paese che, diciamocelo pure in questa Italia mai orgogliosa di quello che fa, è sempre stato all’avanguardia nelle ferrovie. Sarà perché dal 2002, da quasi 25 anni non fa altro che occuparsi di treni dalla logistica ai Frecciarossa, passando per la rete. E fa solo questo.
Classe 1975, dopo una laurea da ingegnere e un phd al Politecnico di Bari, nel 2001 l’ingresso nel gruppo e, passo dopo passo, a luglio scorso la nomina ad amministratore delegato e direttore generale delle Fs. Un incarico




