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Olanda, crociata anti benzina: tassa dell1% al mese sulle flotte

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L’imposta, denominata Pseudo-eindheffing, di fatto un’imposta aggiuntiva sulle flotte aziendali, è stata varata dal governo con l’esplicito obiettivo di accelerare la transizione verso la mobilità elettrica, ma sta già generando malcontento. L’associazione di rappresentanza delle società di noleggio parla di “importanti conseguenze sulle politiche di mobilità delle aziende” e di “oneri finanziari aggiuntivi considerevoli”. Non solo: in Olanda c’è un crescente problema di sovraccarico della rete, con la conseguenza che le aziende non riescono a ottenere allacciamenti e non possono aumentare le loro capacità di ricarica.

Il problema riguarda non tanto le grandi aziende quanto le piccole e medie imprese: stanno già aumentando gli acquisti di elettriche, ma continuano a permettere l’uso di auto aziendali termiche. Detto questo, società e associazioni locali sono favorevoli alla transizione, ma ritengono la nuova tassa un’inutile imposizione e una potenziale distorsione del mercato. Anche perché la Pseudo-eindheffing prevede un meccanismo di retroattività: dal 17 settembre 2030 l’imposta si applicherà anche ai contratti stipulati prima del 1 gennaio 2027.

Dunque, anche chi oggi prende un’auto a noleggio non sarà esente dalla nuova tassazione. E questo sta già spingendo le aziende a preferire una durata triennale rispetto a quella canonica di cinque anni.

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