Tutti vogliono essere serviti al ristorante, ma nessuno vuole più servire. Era questo il titolo, volutamente provocatorio ma estremamente concreto, dell’editoriale pubblicato in data 6 aprile – a firma di Aldo Cursano, vicepresidente vicario della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) – sulle difficoltà strutturali che sta attraversando la ristorazione italiana. Un ragionamento che metteva al centro soprattutto il tema del personale: la crescente difficoltà nel trovare lavoratori, il ricambio generazionale sempre più complicato e la progressiva disaffezione verso una professione che, tra sacrifici, carichi di lavoro elevati, stipendi spesso poco competitivi e prospettive incerte, fatica sempre più ad attrarre nuove generazioni, pur essendo stata a lungo percepita come occasione di crescita sociale e professionale.
La lettera di Marco Magnani dopo l’editoriale Fipe
Un intervento che ha generato numerose reazioni fra operatori e professionisti del comparto ristorativo. Tra queste, l’interessante lettera di Marco Magnani, co-titolare (insieme al fratello Roberto), maitre e sommelier de La Kuccagna di Dovera (Cr), che ha voluto condividere una riflessione nata dall’esperienza quotidiana vissuta direttamente sul campo. Una testimonianza che pubblichiamo volentieri perché restituisce con immediatezza la percezione di chi oggi lavora ogni giorno in un ristorante e si confronta concretamente con la difficoltà nel reperire personale, con la




