Il 14 maggio 2026 cinque italiani (Monica Monfalcone, docente di Ecologia e Biologia marina dell’Università di Genova, la figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice dell’Università di Genova Muriel Oddenino e gli istruttori subacquei Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri), sono morti durante un’immersione e spedizione scientifica a circa 50 metri di profondità nelle grotte di Alimathà, una piccola isola che fa parte dell’atollo Vaavu, alle Maldive.
Le cause della tragedia, che ha riguardato ricercatori e sub esperti, abituati a immergersi a grandi profondità, sono ancora da chiarire. Ma l’episodio ha portato l’attenzione comune su un ambiente marino straordinario, dalle caratteristiche geologiche ed ecologiche uniche, tra le mete più apprezzate da chi si occupa di biologia marina. Delle Maldive conosciamo le distese di sabbia corallina: davvero ci sono delle grotte in profondità? E come si sono formate?
Atolli, isole e vulcani
In effetti, le più di 1.000 isole emerse che formano le Maldive sono strisce di sabbia corallina, per la maggior parte formate a partire da 4.000 anni fa. I 26 atolli invece, cioè le scogliere coralline di forma circolare che si vedono nelle foto aeree delle Maldive, fanno parte di una struttura di roccia calcarea sommersa molto estesa,




