di Massimiliano Jattoni Dall’Asén, inviato a Santa Margherita di Pula
Natalità ai minimi, boom di single e over 65: cambiano i consumi degli italiani, tra kefir, yogurt proteici e spesa sempre più «premium»
L’Italia invecchia, si restringe e cambia abitudini. Ma soprattutto cambia modo di spendere. La rivoluzione demografica che attraversa il Paese – meno nascite, più anziani, famiglie sempre più piccole – sta riscrivendo anche le regole del largo consumo. Non è solo una questione statistica: basta guardare dentro un supermercato per capire che il carrello del 2026 non assomiglia più a quello di vent’anni fa.
I numeri raccontati al Linkontro 2026 di NielsenIQ, da Matteo Bonù, Food industry leader di Niq, e dalla demografa della Bocconi Letizia Mencarini, fotografano un Paese arrivato a un punto di svolta. La fecondità è scesa a 1,14 figli per donna, minimo storico. I nuovi nati sono appena 355 mila. Nel frattempo oltre il 37% delle famiglie è composto da una sola persona e un italiano su quattro ha più di 65 anni. Entro il 2050 la popolazione italiana scenderà sotto i 55 milioni.
Meno quantità, più valore
Per decenni il mercato ha inseguito i volumi: più




