Lavorare molto non significa necessariamente guadagnare abbastanza. Per operatori del mondo Horeca di piccole medie dimensioni soprattutto, come pizzerie, panetterie e pasticcerie oltre che ristoranti, capire quanto rende davvero ogni prodotto può essere difficile: il fatturato complessivo dice poco se non viene scomposto tra ricette, ingredienti, personale, vendite e margini. È da questo problema che parte Bubble-AI, la soluzione sviluppata da GPStudios, azienda che opera nella consulenza, nella formazione e nelle tecnologie per il settore Horeca, per aiutare gli operatori a leggere i propri numeri e utilizzarli nelle decisioni quotidiane, in un modo estremamente immediato e comprensibile.
Francesca Cognigni, direttrice operativa di GPStudios e cofounder di Bubble
«Ci troviamo a lavorare con tutta la categoria della ristorazione e dell’arte bianca, dove spesso ci sono imprenditori che lavorano a testa bassa e mandano avanti le aziende da 30 anni. Ma se chiedi se con la propria produzione guadagnano o rimettono, oppure se una determinata vetrina porta un risultato positivo, la risposta generalmente è: non ne ho idea», spiega Francesca Cognigni, direttrice operativa di GPStudios e cofounder di Bubble assieme a Giacomo Pini.
Dal fatturato ai singoli prodotti: dove si nascondono




