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Riconosciuto in Francia il «danno animale»: la storia della gatta Athéna e della coniglia Maddy risarcite per il maltrattamento subito

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di Serena Palumbo

Il provvedimento rappresenta uno dei casi più rilevanti di applicazione del cosiddetto «préjudice animalier», il principio giuridico che riconosce il danno subito dall’animale

Per settimane sono rimaste chiuse in un appartamento privo di acqua, cibo e assistenza, in condizioni igieniche drammatiche. La gatta Athéna e la coniglia Maddy, sopravvissute a un lungo periodo di abbandono a Saint-Étienne, in Francia, sono oggi al centro di una decisione giudiziaria considerata significativa per l’evoluzione della tutela degli animali nel Paese.

Il tribunale di polizia della città ha condannato la proprietaria dei due animali per maltrattamento, disponendo un risarcimento complessivo di 800 euro a favore della Société protectrice des animaux (Spa) di Lione, costituitasi parte civile nel procedimento. La somma, pari a 400 euro per ciascun animale, rappresenta uno dei casi più rilevanti di applicazione del cosiddetto «préjudice animalier», il principio giuridico che riconosce il danno subito dall’animale. 

La condanna si inserisce in un orientamento sempre più  presente nella giurisprudenza francese, che tende a riconoscere gli animali come esseri capaci di provare una sofferenza autonoma e, per questo, meritevoli di una specifica tutela legale. Secondo quanto emerso nel corso del processo, Athéna e Maddy erano state

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