
La rivoluzione è sospesa per evitare errori del passato. Luciano avrà più centralità. L’ad di Exor incontrerà tecnico e ds cercando un punto d’equilibrio
Guglielmo Buccheri e Filippo Cornacchia
26 maggio – 09:36 – MILANO
Una prova d’appello, qualcosa di simile. John Elkann, numero uno bianconero, è chiamato a decidere e decidere significa mettere ordine su una realtà sconfinata nel (quasi) caos. Rivoluzione sullo stile rossonero alla Cardinale o un passaggio netto, ma non giacobino sopra le teste dei suoi amministratori o tecnici alla Continassa? Il tempo delle riflessioni non è finito, ma l’indirizzo c’è: cambiare o, meglio, ricambiare marcia al vertice del club non avrebbe quel senso compiuto che ci si può aspettare come non lo ha avuto nel recente passato. Elkann ha rivoltato la sua Juventus più volte – l’ultima lo scorso giugno -, ma non ha ribaltato i risultati sul campo: così, stavolta, la volontà sembra andare verso una conferma dei protagonisti della non qualificazione Champions con ruoli o compiti più definiti o diversi.
PUNTO DI EQUILIBRIO—
L’avviso ai naviganti che arriva dalla proprietà può essere sintetizzato così: ciò che conta è il bene




