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Elisa: «La crisi ambientale e sociale nasce dall’illusione di essere separati dalla natura. Smettiamo di vivere anestetizzati»

di Serena Palumbo

Al Vesak dell’Unione buddhista italiana anche l’alpinista Hervé Barmasse, l’attivista Livia Giuggioli e il fondatore di ThinkDog Angelo Vaira

MILANO – Al Vesak 2026, la celebrazione buddhista che ha animato la Fabbrica del Vapore di Milano, il tema della libertà e della liberazione si è intrecciato con alcune delle grandi questioni del presente: la crisi ambientale, il rapporto con natura e animali, la fragilità sociale e il bisogno di una nuova consapevolezza collettiva. Sul palco dell’incontro «Abitare il limite», promosso dall’Area ecologia dell’Unione buddhista italiana (Ubi), si sono alternate voci provenienti dalla musica all’alpinismo, dall’attivismo ambientale alla relazione con gli animali, accomunate da una riflessione sul concetto di interdipendenza. 

Così si sono susseguiti gli interventi della cantante Elisa Toffoli, dell’alpinista Hervé Barmasse, dell’attivista Livia Giuggioli e del fondatore di ThinkDog Angelo Vaira. Il filo conduttore è stato la necessità di ricostruire un rapporto più equilibrato con il pianeta. Ad aprire l’incontro è stata Silvia Francescon, dell’Area ecologia Ubi, che ha richiamato il tema scelto per questa edizione del Vesak: interrogarsi sul significato della libertà «in un tempo attraversato dalla crisi». Ma prima di addentrarsi nel confronto con i presenti, è stato letto un messaggio di

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