
di Silvia Morosi
Lo studio pubblicato su «One Earth». Per gli scienziati: imballaggi, tappi e bottiglie monouso sono i primi responsabili dell’inquinamento oceanico
Le nostre coste sono invase dalla plastica, in particolare da quella derivante da rifiuti di cibo e bevande. A descrivere il fenomeno è un nuovo studio, pubblicato sulla rivista One Earth, condotto dagli scienziati dell’Università di Plymouth, dell’Agenzia nazionale indonesiana per la ricerca e l’innovazione della Brunel University di Londra e del Plymouth Marine Laboratory. Il team, guidato da Richard Thompson, Max Kelly e Susan Jobling, ha raccolto e valutato oltre 5.300 indagini sui rifiuti costieri condotte tra il 1992 e il 2024, coprendo sette continenti e 112 Paesi (che rappresentano complessivamente l’86% della popolazione mondiale).
I risultati – che non prendono in considerazione il peso delle microplastiche – mostrano come le plastiche del settore alimentare dominano l’inquinamento costiero globale, risultando tra le prime tre categorie di rifiuti nel 93% dei Paesi analizzati, inclusi Regno Unito, India, Cina, Stati Uniti, Indonesia e Pakistan. Tra gli oggetti più frequentemente rinvenuti si trovano imballaggi alimentari, tappi e coperchi, oltre a bottiglie per bevande. Seguono sacchetti di plastica (39%) e mozziconi di sigaretta (38%), che continuano a rappresentare una presenza costante. A




