Per un ristorante le recensioni online sono ormai parte della gestione quotidiana. Si chiedono ai clienti, si controllano sulle piattaforme, si utilizzano per capire come viene percepito il locale e, quando sono negative, si prova a rispondere o a chiederne la rimozione. Con le nuove regole e con le linee guida raccolte dall’Antitrust, però, anche il modo in cui il ristoratore raccoglie e gestisce le recensioni può diventare una questione legale. Il punto non è che ogni ristorante debba avere un avvocato per rispondere a una recensione negativa. La questione è più concreta: quando l’impresa organizza un sistema per ottenere recensioni, utilizza un servizio esterno oppure contesta un giudizio perché lo ritiene falso, deve poter dimostrare di avere seguito procedure corrette. È questo il terreno sul quale la consulenza legale può diventare utile, soprattutto per le imprese che gestiscono in modo strutturato la propria reputazione digitale.
La legge nasce per distinguere la critica dalla recensione falsa
La nuova disciplina sulle recensioni online nasce da un principio molto semplice: a giudicare un ristorante dovrebbe essere chi lo ha realmente frequentato. È questo il punto sul quale Italia a Tavola ha concentrato negli anni la propria battaglia contro le recensioni comprate, vendute o




