
di Aldo Grasso
Edoardo Camurri e Fabio Fazio hanno firmato le conversazioni più interessanti con il Maestrone
Le due interviste più profonde dedicate a Francesco Guccini sono queste. La prima è di Edoardo Camurri in Provincia capitale del 3 novembre 2019 (ora visibile su Rai Play; un programma da rifare seduta stante!); la seconda è di Fabio Fazio in Che tempo che fa del 12 novembre 2023 (ora visibile sul sito di Warner Bros.Discovery e su YouTube).
Entrambe riescono a far emergere il tratto più autentico di Guccini: il disincanto. Non quello cinico di chi ha smesso di credere, ma quello malinconico di chi continua a interrogarsi sapendo che ogni risposta è, per definizione, provvisoria.
Camurri chiede a Guccini, in un’atmosfera un po’ surreale, tre parole con cui descrivere Bologna. Guccini si abbandona ai ricordi e soprattutto ai racconti: «Allora i vino si divideva in due categorie, il bianco e il rosso». Per parlare di «insonnia», di «Bologna la dotta» e di «superbia» cerca dettagli apparentemente marginali ma che, uno dopo l’altro, finiscono per edificare un universo.
Fazio è più empatico, ha un rapporto quasi fraterno con l’amico che gli racconta il tempo che passa,




