
di Marco Imarisio
A Bishkek il richiamo del premier indiano: la guerra deve finire. Per lo zar nove colloqui fra cui quello molto delicato con il leader iraniano Pezeshkian
«Questa guerra infinita deve trovare una fine», gli ha detto il premier indiano Modi guardandolo fisso negli occhi. «Dobbiamo lavorare sulla cessazione delle ostilità, risolvere i problemi con mezzi pacifici, è questa la direzione verso la quale bisogna andare». Per un breve momento, Vladimir Putin è apparso a disagio. Non si aspettava di dover parlare della guerra in Ucraina in questa occasione. La sua replica è stata piuttosto secca. «Grazie, stimato primo ministro. Ci stiamo muovendo proprio su questa strada». Non una parola di più.
Nella capitale kirghisa Bishkek finisce oggi il vertice annuale della Sco, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai istituita nel 2001, che celebra quindi il suo venticinquesimo anniversario con lo slogan «Insieme verso un mondo stabile di sviluppo e prosperità». Ne fanno parte dieci Stati: Russia, Bielorussia, Cina, India, Iran, Pakistan, e gli ex Paesi dell’Urss centroasiatica, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Appena sceso dall’aereo, Putin è stato accolto con un assaggio di boorsok, il pesantissimo pane fritto kirghiso, e omaggiato di un




