Scoperto e lanciato al Bologna da Sinisa, si è sbloccato in Serie A contro i viola e ora punta alla Nazionale
Giornalista
1 settembre – 09:23 – MILANO
Era già tutto previsto? Sinisa Mihajlovic, che col suo sguardo beffardo sorride felice da lassù, lo aveva previsto davvero. Si era innamorato di quel ragazzo alto 1,85, capelli chiari, malato di calcio che in area di rigore sembrava letale. Lo aveva notato nei campi attigui a Casteldebole. Antonio Raimondo aveva appena compiuto 17 anni e giocava (dopo una parte di settore giovanile nel Cesena) coi suoi pari età nell’Under 17 del Bologna. Sinisa lo volle con la prima squadra. Per provare di nascosto l’effetto che fa. Perché in quel Bologna c’erano Zirkzee, Arnautovic, Palacio. Il 17 maggio del 2021, al Dall’Ara, contro il Verona, Raimondo entrò proprio al posto di Don Rodrigo esordendo così in Serie A. Sabato sera a Firenze, Antonio ha fatto piangere di rabbia la Fiorentina nel giorno dei festeggiamenti per il centenario segnando i primi due gol in A. Non uno, due, e se il primo è stato un bel gesto da




