Prezzi delle uve in calo, contrazione dei margini lungo la filiera e una progressiva riduzione della spinta espansiva che aveva caratterizzato gli ultimi anni. Il ridimensionamento del vino piemontese non riguarda un singolo segmento, ma coinvolge in modo diffuso le principali varietà, dal Nebbiolo destinato al Barolo fino alle uve più comuni, con flessioni che in alcuni casi superano il 30-40% rispetto ai valori di picco recenti. A questo si aggiunge un contesto operativo meno favorevole, segnato da costi di produzione rimasti elevati e da una maggiore saturazione dei magazzini, che rallenta la rotazione del prodotto sia sul mercato interno che su quello estero. Il risultato è una filiera che continua a produrre volumi importanti ma con una diversa capacità di assorbimento economico, in cui il punto di equilibrio tra costi e ricavi si sta progressivamente spostando. E la quotidianità di diverse cantine racconta di una produzione effettuata in molti casi in perdita.

Vino piemontese, prezzi delle uve in calo mentre costi e giacenze restano alti Una filiera che cambia ritmo nei numeri prima che nelle parole
Nel sistema vitivinicolo piemontese il rallentamento non si racconta solo attraverso le percezioni degli operatori, ma soprattutto attraverso le serie numeriche che descrivono




