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Messina e Cimbri, la vera storia di un’alleanza che arriva (e andrà) lontano: i destini incrociati di Intesa e Unipol

di Stefano Righi

Nei giorni del gran caos a Siena il «ceo» della banca vede la necessità di una operazione straordinaria con Ca’ de Sass al centro. È allora che coinvolge la compagnia bolognese, come nel 2000

In comune hanno il nome, Carlo, e un interesse: stabilizzare la struttura finanziaria del Paese. Messina e Cimbri, il primo amministratore delegato della banca Intesa Sanpaolo, il secondo presidente senza apparenti deleghe dell’assicurazione Unipol (nonché consigliere di amministrazione della società che edita questo giornale), sono i designer del nuovo prospettato assetto della finanza italiana.
Una mossa attesa, quella annunciata il 7 giugno. Tutti i movimenti nel settore degli ultimi due anni avevano portato a una geografia nuova e potenzialmente instabile. La generosa offerta di Intesa Sanpaolo su Mps (+12,5% la valorizzazione al concambio delle azioni + un euro cash per ogni titolo apportato all’offerta) sembra aver messo tutti d’accordo, rendendo liquide posizioni che rischiavano di non esserlo e regalando al Paese il secondo campione nazionale di dimensioni europee, questo con profonde radici nella realtà nazionale, visto che se l’operazione andrà in porto, verranno blindate anche le Assicurazioni Generali, una delle casseforti del risparmio italiano.

La spinta

L’operazione nasce a inizio anno.

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