
Mentre cresce la tensione tra Teheran, Israele e Stati Uniti, l’Iran e le sue reti utilizzano sempre più spesso organizzazioni criminali europee, adolescenti reclutati online e «lupi solitari» per compiere attentati contro obiettivi israeliani, ebraici e occidentali. Il caso Foxtrot rivela un modello operativo che rende più difficile attribuire le responsabilità e mette sotto pressione intelligence e forze di sicurezza europee
Mentre cresce la tensione tra Teheran, Israele e Stati Uniti, l’Iran e le sue reti utilizzano sempre più spesso organizzazioni criminali europee, adolescenti reclutati online e «lupi solitari» per compiere attentati contro obiettivi israeliani, ebraici e occidentali. Il caso Foxtrot rivela un modello operativo che rende più difficile attribuire le responsabilità e mette sotto pressione intelligence e forze di sicurezza europee. Secondo un’analisi del The Soufan Center, centro di ricerca indipendente specializzato in terrorismo e sicurezza internazionale con sede a New York, l’Iran e le sue reti di proxy stanno ricorrendo sempre più spesso a organizzazioni criminali locali e a soggetti non affiliati per condurre operazioni clandestine in Europa e Nord America. Con l’aumento del livello di minaccia proveniente dall’Iran e dalle reti sostenute da Teheran, nel contesto dell’escalation tra Stati Uniti, Iran e Israele, le milizie filo-iraniane




