
di Alessandra Nardini
Dal digital mapping alla gestione delle emergenze climatiche: il Politecnico di Torino apre un percorso dedicato a chi vuole progettare comunità più capaci di adattarsi a incendi, alluvioni e crisi ambientali. Il Master formerà professionisti tra tecnologie, analisi del rischio e valorizzazione delle comunità locali: iscrizioni aperte fino al 25 maggio
I disastri naturali non cancellano solo case e infrastrutture, spazzano via memorie collettive, identità e pratiche culturali che tengono insieme le comunità. Eppure è proprio da lì, da ciò che un territorio conosce di sé stesso, che può nascere la capacità di reagire alle crisi. È su questa idea che il Politecnico di Torino costruisce il nuovo Master “Inclusive Heritage for Disaster Risk Reduction. Digital and participatory methods for resilient communities”, il primo in Europa dedicato alla relazione tra patrimonio culturale, rischio climatico e resilienza territoriale.
In un’epoca segnata da fenomeni climatici estremi sempre più frequenti, il patrimonio culturale smette di essere soltanto qualcosa da conservare in una teca. Diventa uno strumento operativo. Un archivio vivente di conoscenze, relazioni e pratiche che può aiutare le comunità ad affrontare le emergenze e a ricostruirsi.
Formazione professionale
Il Master nasce nell’ambito del progetto europeo




