
di Simona Marchetti
Il 75enne cantante ha raccontato al “Sunday Times Magazine” il ricovero in un ospedale in Svizzera durato sette mesi e durante il quale è stato a lungo in terapia intensiva
I cinque figli Joely, Simon, Lily, Nicholas e Matthew chiamati al suo capezzale perché «c’erano delle decisioni da prendere» e un quadro clinico talmente compromesso che i medici svizzeri ipotizzavano di staccare le macchine che lo tenevano in vita. Era l’inizio del 2024 e Phil Collins stava seriamente rischiando di morire a causa dell’abuso di alcol che gli aveva gravemente compromesso pancreas e reni. A raccontare quel drammatico periodo durato sette mesi e durante il quale è stato a lungo in terapia intensiva, è stato lo stesso 75enne cantante in una recente intervista al “Sunday Times Magazine”. «I miei reni stavano cedendo, i miei organi si stavano bloccando. La gente veniva a salutarmi, ma non ricordo che siano venuti. Non avevo la minima idea di ciò che stava succedendo, erano tutti preoccupati di non rivedermi più. Sarebbe potuto andare tutto terribilmente male».
In altre parole, da quel letto di ospedale poteva non uscirne vivo. Invece ce l’ha fatta, ma è il primo a riconoscere che




