
di Silvia Madiotto
Il costituzionalista Mazzarolli (Università Udine): «Impatto limitato ma alto valore politico anche se si è perso già un anno»
Sono quattro le materie non-Lep, che quindi non hanno bisogno del calcolo dei livelli essenziali delle prestazioni per essere delegate alle Regioni, inserite nelle pre-intesa votate alla Camera: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica. Ma cosa significano queste parole e che cosa comporterà se verranno attribuite alla Regione Veneto?
Protezione civile
Partiamo dalla protezione civile: il cambiamento climatico e le emergenze meteo, fra alluvioni, frane e inondazioni, rendono sempre più necessario un coordinamento strategico. L’Autonomia in questo caso consentirebbe al presidente della Regione di essere autonomo in materia di ordinanze in deroga, che oggi vanno richieste a livello nazionale, di dichiarare lo stato di emergenza regionale senza dover passare anche per Roma, di organizzare piani di evacuazione e assumere il ruolo di commissario in caso di emergenze, rafforzando la risposta tempestiva sui territori.
Professioni
Per quanto riguarda le professioni, significa consentire alla Regione di riorganizzare e semplificare le norme: modificare sia la definizione dei profili professionali che le competenze e le norme d’accesso, introdurre nuove forme




