
di Marco Cremonesi
Il ministro: sulla legittima difesa non si può andare verso il Far West. Salvini? Io resto al Viminale
Sipario. Almeno per ora, il tormentone sul Viminale dovrebbe chiudersi. Ieri Matteo Piantedosi lo ha detto nel modo più chiaro possibile. Il ministro dell’Interno, va detto, non ha mai perso l’aplomb quando i giornali erano pieni delle richieste leghiste di sostituirlo con Matteo Salvini. E ieri, ospite di David Parenzo a L’aria ch e tira su La7, l’uomo del Viminale lo ha specificato: «Rimango al Viminale. E mi sembra che Salvini stesso abbia dichiarato in queste ore che per il prossimo anno lo vedremo al ministero dei Trasporti».
In effetti, la richiesta più che dal vicepremier in persona era stata del partito. A partire dal tribolato Consiglio federale dello scorso 11 giugno che aveva invece richiesto appunto quello, il ritorno di Salvini all’Interno per contrastare la rampante propaganda di Roberto Vannacci e di Futuro nazionale sui temi della sicurezza.
Già capo di Gabinetto con Matteo Salvini all’Interno, Piantedosi ieri ha ribadito il suo profilo da civil servant: «Sono stato chiamato e ho detto obbedisco. Finché mi diranno di rimanere, obbedirò». Poi, di nuovo il




