
di Matteo Cruccu
Due ore di show per il concerto (primo di tre appuntamenti) che chiude la dieci giorni milanese con Bruno Mars e Bad Bunny
Il pop tenebroso, cupo e osmotico di The Weeknd conquista San Siro: 55mila in delirio per la prima delle tre date.
Due ore di show, tra ambientazioni alla Gotham City, per il concerto che chiude la dieci giorni milanese con Bruno Mars e Bad Bunny.
Mancava il terzo cardine della trinità in quest’estate milanese nel segno del trionfo del pop: in meno di dieci giorni abbiamo visto il funk divertito di Bruno Mars, la garra latina (con tanto di infausta grandine) di Bad Bunny. E stasera la prima di tre (si replica domani e dopo) a San Siro di The Weeknd, il rapper-trapper venuto dall’Etiopia via Canada.
Ma, a differenza delle prime due puntate, in questo Meazza strapieno (165mila complessivamente nella tre giorni) perfetto per i concerti come per le partite (ogni volta ci si chiede perché lo si debba tirare giu), l’atmosfera é molto diversa. Perché il mago dell’r’n’b, l’uomo dei record, il 36enne Abel Tesfaye, quello che ha venduto 120 milioni di dischi e che ha infranto




