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Panko, la leggenda del pane “elettrico” e la vera storia della panatura giapponese

È giapponese, ma nella sua storia c’è molta Europa. Il panko, la panatura a fiocchi oggi diffusa ben oltre i confini del Sol Levante, nasce da una serie di incontri e trasformazioni. Prima arriva il pane, portato in Giappone dai portoghesi nel Cinquecento. Persino il nome conserva la traccia di quel viaggio: pan deriva dal portoghese pão, mentre ko significa polvere o farina. Per arrivare al panko bisogna però aspettare la seconda metà dell’Ottocento.

Il Panko, la tipica panatura giapponese, ha una storia molto lunga Il Panko, la tipica panatura giapponese, ha una storia molto lunga

Il panko non è così giapponese: la sua storia parte dall’Europa

Con l’era Meiji il Giappone si apre all’Occidente e nelle grandi città compaiono ristoranti che propongono crocchette, pesce fritto e cotolette. Il pangrattato importato è costoso e i cuochi cominciano a sbriciolare il pane in cassetta e a passarlo attraverso setacci metallici. Ne ricavano una mollica diversa, più grossolana e irregolare. Un passaggio importante avviene al Rengatei di Ginza, aperto a Tokyo nel 1895. Tra i modelli occidentali c’è la côtelette de veau francese, carne impanata e cotta in padella con il burro.

Il Panko può essere ben utilizzato come panatura per una cotoletta di vitello Il Panko
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