La psilocibina, lo psichedelico naturale presente di diverse specie di funghi allucinogeni indagato per il trattamento di disturbi dell’umore, disturbi alimentari e problemi metabolici, sembra proteggere da un comune effetto collaterale della chemioterapia che riguarda le terminazioni nervose.
In studi sui topi, due dosi di psilocibina somministrate prima della chemio hanno scongiurato la neuropatia periferica indotta, il deterioramento dei nervi periferici causato da alcuni farmaci chemioterapici, che comporta formicolio, bruciore, dolore e perdita di sensibilità agli arti: un disturbo contro il quale i farmaci disponibili offrono pochi benefici. I risultati sono stati pubblicati su Science.
Nervi danneggiati
Tra gli effetti collaterali della chemioterapia c’è la neuropatia periferica, una condizione che riguarda il 60% circa di chi ricorre a questo trattamento anti-cancro salvavita: dolore o, al contrario, sensazione di insensibilità, formicolii, sensazione di essere punti da spilli, difficoltà nei movimenti fini sono alcuni dei sintomi di questa condizione, che deriva da un danno alle cellule nervose che può durare alcune settimane o mesi, con strascichi talvolta permanenti.
Secondo gli addetti ai lavori c’è un grande bisogno di trattamenti che prevengano i danni neurali e che allo stesso tempo non interferiscano con le chemioterapie, che sono cure salvavita.




