di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Il 25 ottobre l’Italia sposta le lancette indietro, gli Usa soltanto il 1° novembre: per sette giorni tra Roma e New York ci saranno cinque ore di differenza e non sei. Ma gran parte del mondo ha rinunciato al cambio dell’ora
Per una settimana, tra Roma e New York, l’Atlantico si accorcerà di un’ora. Non cambieranno le distanze, naturalmente, né i tempi di volo, ma gli orologi sì. Quando lunedì 26 ottobre Wall Street aprirà le contrattazioni, in Italia saranno le 14.30 anziché le consuete 15.30. E quando a Manhattan suonerà la campanella della chiusura, alle quattro del pomeriggio, a Milano saranno soltanto le nove di sera. È un piccolo cortocircuito temporale che si ripete ogni autunno, quando Europa e Stati Uniti tornano all’ora solare in due domeniche differenti. Ma mentre sulle due sponde dell’Atlantico si continua a spostare le lancette avanti e indietro, in Cina e in Giappone gli orologi non cambiano mai. Pechino ha abbandonato l’ora legale nel 1992, Tokyo quarant’anni prima. E non sono affatto eccezioni: la maggior parte del mondo ha scelto di non cambiare più orario… o non ha mai cominciato a farlo.
Quest’anno, in Europa, il passaggio avverrà




