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Batteri, funghi e virus: le infezioni della pelle negli sport di contatto

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Sudore, prese, sfregamenti. Chi pratica lotta, judo, rugby o arti marziali miste li mette in conto a ogni allenamento. Quello che sfugge è il rischio di infezioni cutanee: con lo sforzo fisico crescono le occasioni di contagio, e i segnali possono passare inosservati al primo sguardo. Conoscerli serve a tutelare la propria salute e a proteggere i compagni di squadra. “Le infezioni della pelle appartengono a tre famiglie: batteriche, come impetigine e follicoliti; fungine, come le dermatofitosi; virali, come herpes, verruche e mollusco contagioso” spiega il dottor Michele Cardone, Dermatologo e Chirurgo Plastico, con PhD in medicina anti-aging, di Doctolib. “Negli sport di contatto, due nomi meritano attenzione: herpes gladiatorum e tinea gladiatorum. Il primo è causato dal virus herpes simplex, nella maggior parte dei casi di tipo 1 (HSV-1), lo stesso responsabile di molti casi di herpes labiale. Passa da un atleta all’altro per contatto diretto con la pelle infetta e, dopo il primo episodio, resta nell’organismo, pronto a riattivarsi. La seconda è un’infezione fungina dai sintomi discreti, e in questo sta l’insidia: un atleta può continuare ad allenarsi senza sapere di essere infettivo”.

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