di Francesco Bertolino
Nonostante i ricavi siano cresciuti di 30 volte dal 1992, le società inglesi non riescono a far fronte ai costi e dipendono dal sostegno degli azionisti per restare a galla. Il debito della Premier League oltre i 4,4 miliardi
Sono i club più ricchi del mondo, ma il 94% di loro è in perdita strutturale. Attraggono investimenti da fondi e miliardari da tutto il mondo, ma dipendono dalle continue ricapitalizzazioni degli azionisti, senza le quali due terzi delle società potrebbero sopravvivere non più di 90 giorni. Il calcio inglese è «sull’orlo di un disastro finanziario», è la conclusione dell’Independent Football Regulator (Ifr), l’autorità di vigilanza istituita dal governo britannico nel 2025 per riportare sotto controllo i bilanci delle squadre di Premier League, Championship e delle altre tre leghe professionistiche minori.
L’aumento dei ricavi
Pochi giorni fa, l’Ifr ha pubblicato un’analisi dello stato di salute del calcio inglese, lo State of the Game Report, che sarà la base per un piano correttivo da attuarsi entro il 2030. Il rapporto riconosce anzitutto la straordinaria crescita del movimento, specialmente della serie regina: dal 1992 a oggi i ricavi medi dei club di Premier League sono aumentati di 30




