di Fabio Savelli
Le unifamiliari raggiungono un prezzo di 2 milioni di dollari. Le attese per OpenAI e Anthropic alimentano la febbre immobiliare. L’agente Greta Tengattini: «Presentata un’offerta cash da 4,8 milioni e non abbiamo vinto»
La casa era in vendita a 3,6 milioni di dollari, nel quartiere di Noe Valley. L’acquirente ne ha offerti 4,8: un milione e duecentomila dollari in più del prezzo richiesto, tutti disponibili, senza aspettare un mutuo. «Non è bastato», racconta Greta Tengattini, agente immobiliare italiana di Mosaik Real Estate. A spuntarla è stata un’offerta intorno ai 5,4-5,5 milioni, sempre senza finanziamento, con la disponibilità a chiudere l’operazione in circa una settimana. Quasi il 50% sopra il prezzo dell’annuncio. Nella città che ospita OpenAI e Anthropic, anche avere qualche milione può non essere sufficiente per comprare la casa desiderata.
I grafici impazziti
La nuova corsa all’oro dell’intelligenza artificiale sta amplificando una tensione che San Francisco conosce da tempo: poche case disponibili, un’offerta frenata dalle difficoltà e dalle restrizioni nel costruire e una domanda tornata a crescere anche con il rientro in ufficio dopo la pandemia. Su questo squilibrio si innesta ora l’enorme disponibilità economica generata dal settore AI. Mentre gli investitori scommettono sul




