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Oltre Doc e vitigni: Scienza immagina un nuovo futuro per il vino italiano

Per oltre mezzo secolo il vino italiano ha trovato nelle denominazioni di origine e nei vitigni storici i due pilastri della propria identità. Un sistema che ha contribuito a costruire il prestigio del made in Italy nel mondo, ma che oggi, secondo il professore Attilio Scienza, potrebbe non essere più sufficiente per affrontare il cambiamento climatico e l’evoluzione dei consumi. Nell’intervista rilasciata a Cronache di Gusto, il professore, tra i maggiori studiosi italiani di viticoltura, propone una riflessione che va oltre il dibattito sulle Doc. La domanda, infatti, è ancora più radicale: ha ancora senso continuare a puntare sugli stessi vitigni selezionati secoli fa in condizioni climatiche completamente diverse da quelle attuali?

Più che le Doc, il nodo sono i vitigni

Le denominazioni entrano nel ragionamento come conseguenza di un cambiamento più profondo. «Abbiamo purtroppo questo vincolo che ci siamo inventati verso la metà degli anni Sessanta delle denominazioni. È un vincolo tremendo, perché ci consiglia di fare il vino in quei luoghi, utilizzare quelle varietà e utilizzare quelle tecniche di vinificazione. Ma dobbiamo pensare che quel tipo di vino non va più». Per Scienza il punto non è cancellare le Doc, ma evitare che diventino un ostacolo all’evoluzione della viticoltura. Se

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