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Così i distributori di vino provano a diventare un alleato dei ristoranti

Meno bottiglie ferme in cantina, ordini più frequenti e una gestione degli acquisti sempre più dinamica. Il ristorante sta cambiando il proprio rapporto con il vino: la necessità di ridurre gli immobilizzi e di adattarsi a consumi più selettivi (anche a causa di politiche sui ricarichi a volte eccessive) sta trasformando il modo di costruire le carte e di scegliere le referenze. In questo nuovo scenario cambia anche il ruolo del distributore, che da semplice fornitore logistico diventa un partner capace di orientare le scelte, leggere le tendenze e accompagnare produttori e operatori Horeca. A raccontare questa evoluzione sono stati Leonardo Sagna, direttore amministrativo di Sagna Spa, Alessandro Rossi, national category manager wine di Partesa, e Pietro Pellegrini, presidente e direttore commerciale di Pellegrini Spa: tre protagonisti della distribuzione vinicola che osservano un mercato dove flessibilità, selezione e consulenza stanno diventando elementi sempre più centrali.

Il ristorante cambia acquisti: meno scorte, più rotazione

Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda la gestione della cantina. Negli ultimi anni il ristoratore ha iniziato a ragionare meno in termini di disponibilità immediata e più in termini di sostenibilità economica. Le bottiglie ferme rappresentano capitale immobilizzato e, in un periodo caratterizzato da maggiore prudenza nei consumi,

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