Per raccontare la storia del tè si parte spesso da un imperatore cinese vissuto migliaia di anni fa. È una narrazione affascinante, ma priva di riscontri storici. Se si abbandonano i racconti mitologici e ci si affida alle fonti documentate, la cronologia cambia sensibilmente, distinguendo tra tradizione e prove archeologiche. L’argomento è stato affrontato da Livio Zanini, studioso della cultura del tè, nel corso di un incontro con il Tea Master Albino Ferri nella prima stanza da tè realizzata a Vicenza. Il punto di partenza è una domanda solo apparentemente semplice: da quando abbiamo una conoscenza certa del tè?
Il Tea Master Albino Ferri (a destra) con l’esperto Livio Zanini Dalle leggende ai reperti archeologic: quando il tè entra nella storia
«L’unica risposta corretta è che non lo sappiamo», osserva Zanini. «Esistono leggende che attribuiscono la scoperta del tè a imperatori mitologici, ma si tratta di racconti simbolici e non di testimonianze storiche.» Le prime prove materiali sono molto più recenti. I reperti archeologici che attestano la presenza di foglie di tè nel nord della Cina risalgono infatti al II secolo a.C.. Nello stesso periodo la pianta compare anche




