Tra le colline più interne della Maremma grossetana, dove Saturnia intreccia mito, archeologia e acque termali in un paesaggio che sembra attraversato da epoche sovrapposte – dagli Etruschi alla Via Clodia, dal culto di Saturno alle sorgenti che ancora oggi scorrono a 37 gradi – nasce Fattoria La Maliosa. Un’azienda agricola di circa 170 ettari, che si presenta prima ancora che come realtà vitivinicola come scelta costruita su un’idea di agricoltura rigenerativa e su una domanda di senso che precede qualsiasi definizione produttiva.

La Maliosa: tra vigneti e boschi il vino diventa racconto del territorio Fattoria La Maliosa, un progetto agricolo nato dalla ricerca di un nuovo rapporto con la terra
«Non cercavo di fare vino, cercavo un modo per ricostruire un rapporto vero con la terra», racconta Antonella Manuli, imprenditrice che arriva in Maremma da un percorso professionale lontano dall’agricoltura, maturato tra esperienze imprenditoriali e una progressiva ricerca di riconnessione con il paesaggio. Una scelta che lei stessa definisce più necessità che impresa. A partire dai primi anni Duemila, attraverso l’acquisizione progressiva dei terreni e la costruzione di un sistema che integra vigneti, oliveti e boschi all’interno di un unico equilibrio ecologico, prende forma il progetto agricolo. Fin dall’inizio




