Spilinga è un comune di poco più di mille abitanti nell’entroterra del Vibonese. Per secoli ha prodotto un salume che nessuno fuori dalla Calabria conosceva: un impasto di carne e grasso di maiale, peperone rosso piccante, sale. Consistenza morbida, quasi spalmabile. Si chiamava ‘nduja, e fino a non molti anni fa era cibo povero, da contadini, per insaporire le minestre quando il frigorifero era vuoto. Oggi la ‘nduja è su tutto. Sulle pizze dei locali alla moda di Londra e New York, negli hamburger gourmet di Milano, nei menu degustazione di cuochi che la usano come “elemento di contrasto”.
La ‘nduja, un insaccato che viene da Spilinga (Vv), ora diffuso e celebrato in tutto il mondo
La ‘nduja, un insaccato che viene da Spilinga (Vv), ora diffuso e celebrato in tutto il mondo Produzione artigianale della ’nduja di Spilinga
La ‘nduja di Spilinga utilizza tagli specifici del maiale: parti grasse, lardo, guancia, frattaglie. Non i tagli nobili. È questa scelta che nasce da necessità




