
di Lorenzo Cremonesi
Questi «tappi» di lastroni antichi, che ci rendono difficile la via e a volte rimbombano ostili sul nostro scafo di alluminio rinforzato, non sono altro che i rimasugli del Pack
CLARENCE LAGOON (Canada settentrionale) Nell’arco di una manciata di secondi passiamo dal mare quasi aperto al muro di ghiaccio impenetrabile. Lo scafo scivola silenzioso in un labirinto di canali. Attorno a noi sonnecchiano enormi lastroni di pack, ma anche pezzi di ghiaccio appena affioranti, tratti compatti come fossero ancora banchisa, bassi e levigati con appena piccoli guanciali candidi segnati dall’acqua piovana, e poi tocchi bluastri, grigi e bianchicci, spesso quasi trasparenti in uno stato di semiscioglimento. Prevale però il ghiaccio vecchio, nerastro, potrebbe essersi formato decenni fa e soltanto adesso sta mollemente galleggiando verso la sua inevitabile estinzione. Lo riconosci subito: è sporco di sabbia, a tratti spugnoso, i granellini scuri e le zolle portati dal vento creano una patina sottile che penetra sotto la superfice come creando uno strano effetto dune. Sono polveri sottili, arrivano dai deserti, ma anche dalle zone inquinate del Pianeta. Alcuni accumuli di ghiaccio vecchio prendono la forma di isole sabbiose, come fossero grumi di terre emerse o scogli




