Napoli prova a governare la crescita degli affitti brevi nel centro storico proprio mentre la città continua ad attirare turisti, investitori immobiliari e compratori internazionali. Come già anticipato da Italia a Tavola, la Giunta comunale ha approvato una stretta che introduce un criterio preciso: in ciascun edificio, non più del 30% della superficie abitativa potrà essere destinato all’ospitalità turistica, mentre almeno il 70% dovrà restare destinato alla residenza ordinaria. La misura arriva in una fase particolare per il capoluogo campano. Napoli ha consolidato la propria attrattività turistica e immobiliare e si prepara inoltre a ospitare l’America’s Cup 2027, evento per il quale sono stimate tra 1,5 e 1,7 milioni di presenze nei 60 giorni della competizione. Il provvedimento interviene quindi su un mercato nel quale la domanda continua a crescere, introducendo però un limite calcolato non per quartiere o per strada, ma palazzo per palazzo. Per chi vorrà destinare un’abitazione agli affitti brevi sarà inoltre necessario il cambio di destinazione d’uso nella sottocategoria A/2 prevista dalla variante urbanistica. Le locazioni turistiche esercitate in forma imprenditoriale vengono invece ricondotte alla categoria delle attività ricettive.
Napoli, stop agli affitti turistici oltre il 30%: la soglia si



