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Mutui, con il variabile si può ancora restare sotto al 3% (ma lo scelgono in pochi): ecco le banche che chiedono di meno

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I latini dicevano, tradotto alla buona, «nel dubbio stanne alla larga». La grande maggioranza delle persone che oggi cercano un mutuo segue l’antica massima ed evita di indebitarsi a tasso variabile. Il timore è che si ripeta lo scenario del 2023-2024 con rate indicizzate in alcuni casi più che raddoppiate rispetto a quelle iniziali: piuttosto improbabile allo stato attuale, visto che allora il rialzo dei tassi è arrivato a toccare i 450 centesimi. Ma l’ipotesi che un mutuo partito alle condizioni di oggi a tasso variabile finisca tra qualche mese per costare molto di più di uno avviato a tasso fisso non si può certo escludere. Vero che i conti si fanno alla fine ma avventurarsi ora in calcoli di qui a metà secolo ha un margine molto ampio di aleatorietà, soprattutto in momenti di grande tensione internazionale come quelli che stiamo vivendo.

3 maggio – 13:28

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