di Andrea Rinaldi
L’ad della banca: «Avanti con fiducia, attesa per l’Antitrust entro fine novembre». Crédit Agricole sale in Banco Bpm al 29,6%. Il ceo Clotilde L’Angevin: «Un’aggregazione avrebbe senso»
Il giorno dopo l’assemblea di Mps che ha bocciato la strategia difensiva del ceo Luigi Lovaglio, Intesa Sanpaolo prende atto dei risultati e annuncia il proseguimento della sua offerta pubblica di acquisto e scambio sulla banca toscana, ma senza alcuna ulteriore concessione. A precisarlo è il suo ad Carlo Messina, a latere della 102esima Giornata Mondiale del Risparmio a Roma. Da giovedì — con il no in assise all’Ops senese su Banco Bpm e Banca Generali, e alla fusione con Mediobanca — si sono avverate le condizioni per il ritocco dell’Opas della Ca’ de Sass di 25 centesimi per azione, che faranno salire il valore di Monte Paschi da 30,6 a 31,4 miliardi. Ci sarà allora spazio per un eventuale nuovo aggiustamento? «Assolutamente no», ha raffreddato le speculazioni ieri Messina. Il banchiere ha anche sottolineato come il voto dell’assemblea del Monte ieri «è stato chiaro e con proporzioni significative. Tutti credevano che il 30%, in assemblea straordinaria, avrebbe bocciato» il piano di Lovaglio. In realtà è stato




