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Violenza e politica, la lezione americana e il contagio europeo

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Dall’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 alle milizie suprematiste, dal terrorismo razzista agli attentati contro le cliniche che praticano aborti, in America siamo abituati ad associare l’estremismo violento alla destra radicale. In parallelo però esiste una lunga e antica tradizione americana di terrorismo rivoluzionario, anarchico, marxista e progressista. Questa seconda storia è la più interessante oggi per decifrare quel che accade nelle piazze europee, in particolare in Francia e in Italia. 

La violenza della sinistra americana si ripresenta a ondate, separate da decenni ma accomunate dalla stessa convinzione: per costruire una società più giusta, distruggere le istituzioni esistenti può essere non soltanto lecito, ma necessario. 

Questa corrente ebbe un’influenza sugli eventi europei negli anni Sessanta: il Maggio Sessantotto parigino, esplosione di una contestazione studentesca che poi avrebbe generato anche delle forme di lotta armata, era stato preceduto e ispirato dal Free Speech Movement dell’Università di Berkeley che quattro anni prima, nel 1964 in California, aveva aperto una stagione di rivolte giovanili. Anche in America, e sempre prima che in Europa, ci sarebbero state tra le conseguenze alcune forme di lotta armata (Black Panthers, armata simbionese, Weathermen). Allo stesso modo l’estate violenta di Black Lives Matter (2020) o le prime

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