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Monferrato astigiano, i vignaioli guardano al futuro facendo tesoro del passato

19 aprile 2026: il vento accarezza, il sole illumina, l’ombra delizia. La conversazione inizia per chimica da calice, con una bottiglia stappata tra gli odori primaverili delle colline di Castelnuovo Don Bosco (At). L’enologo Gianpiero Gerbi – memoria storica di Cascina Gilli – racconta senza fretta partendo dalla Malvasia di Schierano, un progetto nato anni fa quando era ancora considerata la sorella minore della Malvasia Nera Lunga, più performante in vigna. Nella Doc Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, la Malvasia (una o entrambe per utile complementarietà) è presente per almeno l’85%; il resto può essere Freisa. Un vitigno fragile dalla dolcezza schermata, lo Schierano, aromatico più al naso che al palato e per questo spesso trascurato. Affascinato da tale delicatezza, negli anni ‘90 un signore decise di non estirpare le proprie viti, di non cedere alla logica delle rese, di continuare a crederci anche quando sembrava un capriccio agronomico più che una scelta strategica.

I terreni di Cascina Gilli nel Monferrato astigiano I terreni di Cascina Gilli nel Monferrato astigiano

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