
di Martina Zambon
Il presidente Alberto Stefani: «È inaccettabile impedire a tanti veneti di recarsi al lavoro solo perché non possono comprare un’auto nuova. Per questo abbiamo avviato l’iter per sospendere il blocco»
Più smart working per i dipendenti pubblici nelle giornate da bollino rosso, limitazioni alle stufe, lavaggi delle strade. Con una serie di compensazioni (al vaglio) che puntano ad abbassare gli inquinanti atmosferici, il Veneto si prepara a varare una «leggina» che consenta una proroga alla circolazione dei mezzi diesel Euro 5 nei centri superiori ai 100 mila abitanti e nei loro agglomerati urbani. Nonostante si sia alle prese con le emergenze estive, la deadline è pericolosamente vicina: senza un’ulteriore proroga lo stop agli Euro 5 scatterà dal primo ottobre.
La proroga oltre il 1 ottobre
È vero che di proroga in proroga si va avanti dal 2017, ma palazzo Balbi è deciso a strappare un anno di tempo in più, procedendo ovviamente anche con i bandi per la rottamazione delle auto più inquinanti. «È inaccettabile impedire a tanti veneti di recarsi al lavoro o accompagnare i figli a scuola solo perché non possono permettersi l’acquisto di un’auto nuova. – tuona il presidente della Regione Alberto Stefani




