di Stefano Montefiori
I piani dei fondatori della società francese, valutata 12 miliardi di euro, per creare un’alternativa europea fatta di infrastrutture e autonomia tecnologica
Sono stati i primi miliardari francesi dell’intelligenza artificiale e cercano di coltivare una posizione di avanguardia in Europa senza arrendersi al dominio americano: Arthur Mensch, 33 anni, Timothée Lacroix, 34, e Guillaume Lample, 34 anni, nel 2023 hanno fondato a Parigi Mistral AI e hanno appena ottenuto il primo prestito record di 830 milioni di dollari per finanziare la costruzione del primo centro dati in Francia, a Bruyères-le-Châtel, a una trentina di chilometri dalla capitale. Lo scorso 7 aprile hanno pubblicato il libro bianco «L’Ai europea: piano d’azione per prenderne il controllo», con 22 misure concrete per dare a un mercato da 450 milioni di utenti la forza di un gigante dell’intelligenza artificiale capace di tenere testa a Stati Uniti e Cina.
Da qualche settimana, oltre a competere con la Silicon Valley, ovvero con OpenAI di Sam Altman, Anthropic di Dario Amodei e Grok di Elon Musk, i tre moschettieri dell’Ai hanno un nuovo temibile concorrente in casa, l’altro francese Yann LeCun, scienziato e pioniere dell’Ai tornato dagli Stati Uniti a Parigi




