Le mense scolastiche sono uno degli ambiti in cui la ricerca sullo spreco alimentare può tradursi in interventi concreti, dalla composizione dei menu alle modalità di somministrazione. Andrea Segrè, agro-economista e professore di Economia circolare e politiche per lo sviluppo sostenibile all’Università di Bologna, è fondatore della campagna Spreco Zero e direttore dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher, dedicato al monitoraggio degli sprechi alimentari e dei comportamenti di consumo. In questa intervista esclusiva a Italia a Tavola illustra le ricerche sviluppate nella sua esperienza nelle scuole e le criticità legate ai capitolati e agli appalti della ristorazione collettiva. E la tesi principale alla fine è chiara: per intervenire in modo efficace servono dati strutturati, che al momento non ci sono.
Misurare lo spreco nella ristorazione collettiva: il problema dei dati
È uno dei temi emersi anche durante il confronto sul Cibo Pubblico svoltosi a IMMENSE, a Roma, lo scorso settembre, dove il professore è intervenuto. «Con la Campagna Spreco Zero e l’Osservatorio internazionale Waste Watcher – afferma il professor Segrè – studiamo da anni i comportamenti alimentari e lo spreco domestico. Vorremmo estendere questo lavoro al consumo extradomestico, in particolare alla ristorazione collettiva, dove esistono ricerche interessanti, ma mancano ancora dati sistematici, rappresentativi




