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Perinetti racconta: “Stavo perdendo mia figlia, ma non potevo fare nulla per aiutarla”

Il dirigente sportivo parla della tragica scomparsa della figlia Emanuela nel libro “Quello che non ho visto arrivare”

Elmar Bergonzini

Collaboratore

3 novembre – 16:59 – ROMA

Una tragedia che deve servire per evitarne altre. Martedì 3 novembre, presso la sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica, Giorgio Perinetti, storico dirigente sportivo, ha presentato il suo libro “Quello che non ho visto arrivare”, in cui racconta la drammatica storia della figlia Emanuela, morta di anoressia. Il racconto ha colpito il senatore di Fratelli d’Italia Filippo Melchiorre che, proprio durante la presentazione, ha consegnato al sottosegretario alla salute Marcello Gemmato la busta con il disegno di legge per affrontare meglio questo tipo di patologia. In Puglia, per esempio, ci sono solo quattro posti letto per curare chi soffre di anoressia. In Campania, come in altre regioni, nessuno. La necessità, con oltre 3,5 milioni di persone che in Italia soffrono di disturbi alimentari (quasi 600mila persone soffrono di anoressia nervosa, quella che ha ucciso Emanuela Perinetti) è che le cure siano accessibili a tutti e che non si debba necessariamente ricorrere alla sanità privata. Perfino fra i

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