
L’Iran si prepara all’esordio di un Mondiale a tratti assurdo contro la Nuova Zelanda: anche se gran parte delle energie sono state destinate a gestire le pressioni esterne, la squadra allenata da Amir Ghalenoei prova a concentrarsi sulla competizione
12 giugno – 23:19 – LOS ANGELES (USA)
Oltre i visti negati e i dirigenti bloccati in Messico per le accuse di vicinanza ai Pasdaran, oltre i campi di allenamento cambiati in fretta e furia e i voli rapidi per mettere piede nel territorio americano e poi ritornare via dopo la partita. Perfino oltre l’ultimo caso incandescente delle bandiere: quelle pre-rivoluzione del 1979, simbolo degli oppositori del regime iraniano, che sarebbero state bandite dalla Fifa negli stadi. Oltre tutto questo rumore, dovrebbe restare soltanto il silenzio del campo. E lì, sul campo, l’Iran si prepara all’esordio di un Mondiale a tratti assurdo contro la Nuova Zelanda: anche se gran parte delle energie sono state destinate a gestire le pressioni esterne, la squadra allenata da Amir Ghalenoei prova a concentrarsi sulla competizione con il vissuto variopinto con cui si presenta al Mondiale. Ecco, allora, alcune delle storie degli iraniani presenti al



