
Fino a pochi anni fa bastava entrare in concessionaria con un budget vicino ai 20.000 euro, a volte qualcosa in più e altre qualcosa in meno, per portarsi a casa una piccola sportiva nuova. Erano le cosiddette hot hatch: auto capaci di tirare fuori l’anima ribelle delle utilitarie più diffuse sulle nostre strade. Trazione anteriore, dimensioni compatte, spesso tre porte, assetti dedicati e potenze che nei casi più recenti si avvicinavano o superavano i 200 cavalli. Turbo, aspirate o addirittura sovralimentate con compressore volumetrico, avevano tutte lo stesso obiettivo: strappare un sorriso tra le curve senza diventare ingestibili nel tragitto casa-lavoro. Oggi, con lo stesso budget, sul mercato del nuovo bisogna accontentarsi di altro. E le piccole sportive sotto i quattro metri sono praticamente scomparse dai listini. Per questo abbiamo acceso un faro sulle ultime generazioni di segmento B europee più frizzanti. Auto che, almeno per il momento, sono rimaste in gran parte fuori dal ciclone della speculazione collezionistica e che mantengono quotazioni interessanti in rapporto ad anno, chilometraggio e prestazioni. Icone senza tempo o sportive relativamente recenti che sembrano essere state dimenticate. Auto che vale la pena mettere in garage prima che diventino introvabili o troppo costose. Un regalo




