
di Silvia Ognibene
Bilancio e strategie a un anno dalla presentazione del manifesto di Petretto, Buti e Casini Benvenuti
La Toscana è a un bivio: la strada che imboccherà, determinerà il suo futuro economico e sociale. A un anno dal manifesto per la reindustrializzazione, gli autori Marco Buti, Alessandro Petretto e Stefano Casini Benvenuti, stilano un primo bilancio. Il dato di fatto è che la deindustrializzazione assoluta (intesa come il calo numerico delle imprese manifatturiere) è un rischio, ma la deindustrializzazione funzionale è già realtà.
Con deindustrializzazione funzionale si intende la permanenza sul territorio degli stabilimenti produttivi, con la perdita però delle attività più redditizie come la ricerca e lo sviluppo, i brevetti, le relazioni con i clienti.
È l’anticamera della «terziarizzazione povera e di rendita» che rende urgente invertire la rotta. Secondo Buti, Casini Benvenuti e Petretto il principio da seguire è quello della «distruzione creatrice», concetto antico che descrive il processo per cui le imprese che non sanno innovare chiudono e lasciano spazio a imprese nuove. Il processo, secondo i tre economisti, va governato seguendo la bussola chiamata «ESSE» (Efficienza, Sostenibilità, Sicurezza ed Equità).
La «S» più importante è la seconda: «sicurezza» che




