«La Russa era a capo di un corteo vietato dal prefetto di Milano per motivi di ordine pubblico. È cronaca riportata da varie fonti: noi storici non ci inventiamo le notizie. Se il presidente La Russa vuole querelarmi semplicemente per aver ricordato un fatto storico deve querelare tutti gli autori di libri che riportano questo fatto, l’archivio centrale dello Stato che conserva ancora oggi la documentazione della questura e della prefettura di Milano, i giornali dell’epoca, i fascisti del movimento sociale e del fronte della gioventù di cui La Russa era segretario che devastano Milano e hanno ucciso un agente di polizia di 22 anni. Non ho detto che La Russa ha responsabilità dell’omicidio, ho detto che era presente a quella manifestazione. Gli storici nelle democrazie non hanno il compito di celebrare il potere, ma di smontare le narrazioni di comodo. È il mio mestiere e continuerò a farlo con tutti i miei mezzi.» così la storica Michela Ponzani a «Otto e mezzo» su La7. «La professoressa Ponzani non ha alcuna intenzione di scusarsi con il signor presidente del Senato. Anzi, ho già sentito il mio avvocato Fabio Anselmo per tutelare quelle che sono le mie ragioni, la mia onorabilità,




