
di Cesare Zapperi
Le decisioni dopo il congresso. L’incognita minoranza. Garavaglia: noi pronti a discutere
MILANO Matteo Salvini lo ha chiarito subito, ad urne ancora calde per la sua rielezione al vertice della Lega: «Mi prendo una-due settimane di tempo». Sono diversi i fronti aperti, dalla Manovra da varare alla nuova posizione sull’Ucraina da far digerire a Giorgia Meloni, ma c’è pure il partito. Il tempo stringe anche lì, bisogna capire che effetti produrrà quel che è uscito dai due giorni del congresso straordinario di Milano. Confermato il segretario, con un passaggio nel giro di un anno da un’acclamazione ad un consenso del 76 per cento, cambiato il simbolo e la ragione sociale in Lega Italia federale, ora si tratta di costituire la segreteria politica.
E infatti, nel tardo pomeriggio di ieri è stata diffusa una nota per spiegare che il segretario ha lavorato «sull’organizzazione della segreteria politica, il coinvolgimento dei sindaci e il rilancio del movimento nelle realtà territoriali che presentano maggiori difficoltà». Annunciato anche un tour nelle province, da Nord a Sud, per ascoltare militanti e cittadini. Ma è chiaro che il nodo politico da sciogliere riguarda il nuovo organismo che sarà composto da 9




