Ristorazione e lavoro: 1.700 euro e meno turni spezzati
Per anni la ristorazione ha ripetuto che il problema fosse la mancanza di personale. Alla luce dei dati dell’Osservatorio Restworld, possiamo dire che il nodo fosse anche il modo in cui il settore proponeva il lavoro?
“Il problema è che oggi la ristorazione non viene più percepita come un settore attrattivo. Gli stipendi sono solo una parte della questione. Il Covid ha cambiato profondamente il rapporto delle persone con il lavoro: molti professionisti hanno scelto altri comparti, come logistica, retail e grande distribuzione, dove hanno trovato contratti più chiari, orari definiti e un maggiore equilibrio tra vita privata e professionale.
Oggi il mercato è più stabile, ma molti lavoratori affrontano un nuovo impiego con maggiore attenzione e diffidenza. Anche il ricambio generazionale si è ridotto: molti studenti degli istituti alberghieri abbandonano già durante stage e prime esperienze perché non vedono valorizzazione, affiancamento e prospettive di crescita”

Luca Lotterio, ceo di Restworld
Giovani senza voglia di lavorare? Un luogo comune da superare. All’estero tre volte più candidature
Numerosi ristoratori hanno sostenuto che fossero i giovani a non avere voglia di lavorare. I vostri dati suggeriscono invece che condizioni di lavoro, orari e stipendi abbiano un




